06
Ott 2026
Catania città dell’arte, il Romano Palace apre una nuova stagione del contemporaneo

L’arte contemporanea conquista nuovi spazi a Catania e incontra il mondo dell’ospitalità. Con “INDULGENCE – Contemporary Art Experience”, il Romano Palace presenta il primo nucleo della Romano Palace Art Collection, un progetto in progress che porta opere, installazioni e sculture fuori dai circuiti espositivi tradizionali e le inserisce in un luogo vissuto, aperto al pubblico e al collezionismo. La serata del 4 ottobre ha riunito artisti, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, collezionisti e appassionati in un percorso tra opere, musica e performance. All’evento hanno preso parte anche il sindaco di Catania Enrico Trantino e il senatore Salvo Pogliese.

Il progetto nasce da un’idea di Gianni Filippini, sviluppata insieme a Florinda Vicari e alla proprietà del Romano Palace, Stefania e Giuseppe Romano, con la consulenza artistica di Pietro Quattriglia Venneri. È Stefania Romano a restituire il senso più ampio dell’iniziativa, legandola alla città e alla volontà di investire nella cultura come elemento di crescita e rigenerazione. «Abbiamo scelto di dare all’arte un ruolo centrale perché crediamo nella sua capacità di restituire valore ai luoghi e di creare nuove connessioni tra le persone. Catania ha una straordinaria identità culturale e merita di vivere una nuova stagione di fermento e di bellezza. La Romano Palace Art Collection nasce anche da questo desiderio: offrire un contributo, attraverso l’arte, a una rinascita culturale della città».Il primo nucleo della collezione riunisce sei artisti e sviluppa un percorso intorno ad alcune delle questioni che attraversano il nostro tempo. A delinearne la chiave di lettura è Pietro Quattriglia Venneri. «Questa selezione è una riflessione su alcune delle tematiche più importanti dell’agenda internazionale contemporanea: il pericolo dell’estinzione, la condizione del genere umano, il rapporto tra forma e luce e, ancora, il tema della vita lenta. Linguaggi differenti che attraverso l’arte ci invitano a interrogarci sul presente e sul modo in cui scegliamo di abitare il nostro tempo».

Alla serata hanno preso parte anche gli artisti Giuseppe Carta e Vincenzo De Luca, offrendo al pubblico l’occasione di incontrare direttamente alcune delle voci della collezione e di approfondire il percorso creativo alla base delle opere esposte. La loro presenza ha rafforzato quel dialogo diretto tra artisti, pubblico e spazi che rappresenta uno degli elementi centrali del progetto. A raccontare invece la prospettiva di sviluppo della Collection è Gianni Filippini, che ne sottolinea il carattere permanente e in continua evoluzione. «Questo progetto nasce da un’esperienza di oltre quindici anni nell’organizzazione di grandi mostre e dalla volontà di dare a quelle esperienze una dimensione nuova e permanente. Il Romano Palace ci è sembrato il luogo ideale per costruire una collezione capace di dialogare con l’architettura e con il parco. Oggi sono già presenti una trentina di sculture, ma questo è soltanto l’inizio: nei prossimi mesi arriveranno altri artisti di livello internazionale e la Collection continuerà a crescere e a trasformarsi».

La Romano Palace Art Collection nasce inoltre con una doppia vocazione. Le opere saranno fruibili negli spazi della struttura, ma resteranno aperte al mercato, offrendo a collezionisti e appassionati la possibilità di conoscerle, approfondirne il percorso e, se interessati, acquistarle. Il progetto si estende anche agli spazi esterni. Il parco del Romano Palace sarà progressivamente aperto al pubblico, con accesso su prenotazione, diventando un luogo nel quale cittadini e visitatori potranno attraversare il percorso artistico, osservare le opere e trascorrere del tempo anche senza essere ospiti dell’hotel.

Una scelta che attribuisce all’iniziativa anche il valore di una forma contemporanea di mecenatismo privato, capace di mettere a disposizione della città spazi, opere e nuove occasioni di fruizione culturale.

Un aspetto sottolineato dal sindaco Enrico Trantino, che ha inserito il progetto del Romano Palace in una fase di particolare fermento per la città. «Iniziative come questa dimostrano quanto il contributo dei privati possa diventare decisivo nella crescita culturale di una città. Quando l’impresa sceglie di investire nell’arte, di aprire i propri spazi e di renderli accessibili alla comunità, esercita una forma moderna di mecenatismo che produce valore non soltanto culturale, ma anche sociale ed economico. Catania ha bisogno di energie capaci di generare bellezza, confronto e attrattività e il percorso avviato dal Romano Palace va esattamente in questa direzione».

Per il sindaco, il valore dell’arte risiede anche nella sua capacità di rompere gli schemi, provocare domande e alimentare il confronto pubblico.

Una funzione che Catania sta sperimentando proprio in queste settimane, anche attraverso opere capaci di accendere il confronto pubblico, come i Fighting Horses di Arturo Di Modica in piazza Università, la cui presenza ha suscitato reazioni e letture differenti sul rapporto tra arte contemporanea, spazio urbano e identità della città. «Catania ha bisogno di un risveglio e anche di provocare il dibattito – ha osservato Trantino –. «Voci diverse, entusiasmo e anche critica fanno parte dell’esperienza dell’arte. È proprio dal confronto che nasce la possibilità di superare stereotipi e convenzioni, oltrepassare confini consolidati e aprirsi a nuove dimensioni». Un percorso nel quale il rapporto tra cultura e città assume anche una dimensione economica. Trantino ha richiamato il concetto di “impatto generativo”, legando la capacità di attrazione culturale allo sviluppo del territorio e alla necessità di immaginare modelli in grado di produrre nuove risorse. «Abbiamo bisogno di soluzioni a impatto generativo, capaci di produrre economia per la città. Attrarre visitatori significa creare valore e mettere in movimento un’economia. Quando il privato condivide questo modo di agire e lo fa proprio, contribuisce a rendere ancora più attrattiva Catania». La scelta del Romano Palace si inserisce in questa stessa prospettiva, superando la dimensione puramente espositiva per costruire un luogo nel quale ospitalità, arte, mercato e apertura alla comunità possano convivere. La proprietà punta infatti a sviluppare nel tempo un luogo nel quale ospitalità, arte, mercato e apertura alla comunità possano convivere, con una progressiva riqualificazione degli spazi e del parco. «L’arte non deve necessariamente essere cercata soltanto nei luoghi tradizionalmente deputati a ospitarla – aggiunge Filippini –. Può incontrare le persone nella quotidianità, creare relazioni e modificare la percezione di uno spazio. La Romano Palace Art Collection nasce da questa idea e crescerà attraverso nuovi artisti, opere e interventi». INDULGENCE rappresenta così il primo passaggio pubblico di una collezione in movimento, destinata ad arricchirsi e a costruire un nuovo punto di incontro tra arte contemporanea, mecenatismo, collezionismo e città.

Fonte immagine ufficio stampa

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