La personale di Alfredo Romano in mostra alla Galleria Carta Bianca di Catania
Dal 20 dicembre 2025 al 31 gennaio 2026 la Galleria Carta Bianca di Catania dedica una nuova personale ad Alfredo Romano, figura centrale dell’arte contemporanea siciliana e autore che, nel corso dei decenni, ha costruito un linguaggio autonomo, potente e riconoscibile. Diciotto anni dopo l’ultima mostra personale nello stesso spazio, Romano torna con un corpus di lavori che riafferma la forza della sua poetica e la vitalità della sua ricerca.
Artista dal profilo internazionale – due partecipazioni alla Biennale di Venezia (1986 e 2011) e una lunga collaborazione con il gallerista torinese Giorgio Persano, che lo ha accompagnato in importanti esposizioni in Europa – Romano ha attraversato e superato movimenti centrali come Arte Povera e Arte Concettuale, filtrandone tensioni, ideologie ed energie per restituirle in un’estetica personale, intensa e sempre carica di significato.
La materia come battito e conflitto
La mostra presentata da Carta Bianca evidenzia una linea evolutiva della sua poetica: la materia diventa organismo vivo, corpo ferito e insieme resistente. Come sottolineato dalla critica d’arte Giorgia Romano, nei lavori più recenti “Romano ha ‘cotto’ un quadro attraverso colate incandescenti che investono la pittura rendendola precaria e misteriosa”.
Il catrame – elemento spesso centrale nella sua produzione – ricopre solo in parte la superficie, lasciando emergere bagliori di colore che respirano e resistono. Si crea così un dialogo teso tra gesto e controllo, luce e oscurità, esplosione e contenimento.
La tensione del gesto, la resilienza del colore
La pittura, recuperata e rilanciata con un’energia nuova, diviene il terreno di un doppio movimento:
-
lo strappo, la forza di un gesto che incide, toglie, apre una ferita;
-
l’energia liberata dalle colate nere, che incontrano la superficie e la trasformano.
In queste opere la notte avanza e inghiotte, ma solo a tratti: la “scheggia di luce”, evocata da Céline e citata dalla critica, sopravvive negli interstizi, nei margini, nelle fenditure. È lì che si gioca la dialettica tra resilienza e rivolta, tensione che attraversa tutto il lavoro di Romano.
Il luogo del conflitto: passato e presente, umano e divino
Le opere esposte continuano ad essere, come scrive Giorgia Romano, “il luogo dell’incontro/scontro fra passato e presente, umano e divino, luce e oscurità”. È in questa frizione che l’artista trova il proprio spazio: un’indagine dell’animo umano che scava negli abissi dell’esistenza, usando la materia come strumento di rivelazione, smembramento e rinnovamento.
Orari:
martedì–venerdì: 11.00/13.00 – 17.00/20.00
sabato: 11.00/13.00
domenica e lunedì chiuso
chiusure straordinarie: 24, 25, 26, 31 dicembre e 1 gennaio
Maggiori info: 336 806 701
