Figliol Prodigo in scena a Misterbianco
C’è qualcosa di paradossale, e insieme di perfettamente logico, in questa storia. L’opera “Figliol Prodigo” di John Patrick Shanley – il drammaturgo irlando-americano del Bronx vincitore del Pulitzer nel 2005 con Il Dubbio e dell’Oscar nel 1988 per Stregata dalla luna – debutta in Italia non a Roma, non a Milano, ma a Misterbianco, presso l’Auditorium Nelson Mandela, il 28 marzo 2026 alle ore 20:30. A portarla in scena è il Collettivo Quarta Paréte, nella traduzione di Penelope Bussolino e sotto la regia e interpretazione di Sergio Campisi, in una prima nazionale assoluta.
Figliol Prodigo, titolo italiano di Prodigal Son, racconta gli anni turbolenti che il futuro drammaturgo trascorse in un collegio cattolico del New Hampshire, strappato alla sua classe operaia del Bronx grazie a una borsa di studio. Il protagonista, Jim Quinn, porta con sé rabbia, talento grezzo e un’identità in cerca disperata di forma.
Il Collettivo Quarta Paréte, realtà catanese che unisce teatro, danza contemporanea, musica e linguaggi visivi, affronta questa storia con una regia che costruisce uno spazio scenico in perenne movimento. Frammenti di memoria emergono e si dissolvono, mentre proiezioni curate da Amedeo Amoroso restituiscono la soggettività di un ragazzo di quindici anni. Jim è costantemente sulla scena, oscillando tra chi osserva e chi rivive il passato, tra rabbia e vergogna, cercando comprensione e identità.
Nel ruolo del protagonista il giovane Anthony Foti, Premio Ulisse come miglior attore under 30, affiancato da Laura Giordani, Gianmarco Arcadipane e Amedeo Amoroso, che cura anche le animazioni video. La storia, pur ambientata negli anni Sessanta, parla a tutti i giovani di oggi, cresciuti sotto la pressione di dover essere perfetti, ricordando che l’adolescenza è una “stanza speciale, bella, all’inferno” da cui si esce e ci si merita di essere salvati, così come si è: imperfetti, disperati e bellissimi.
